Bouganvillea

bouganvilleaAd un certo punto della mia vita sono giunta a odiare la Bouganvillea, perché era in ogni villino a mare costruito in Sicilia negli anni settanta, l’epoca della grande speculazione edilizia nelle nostre coste. Parlo di quelle costruzioni contrabbandate per stile ispanico-moresco, con le pareti bianche rugose, gli ornamenti in ferro battuto, gli ammattonati di cotto o maiolica che circondavano l’edificio, “così la terra non entra in casa” dicevano le casalinghe di allora, che all’atavico odio siciliano per la natura avevano aggiunto la passione per i detersivi pubblicizzati da “Carosello”. Il quadretto era contornato dall’immancabile tralcio di bouganvillea che sbuffava da una parete, creando contrasto di colore fra il bianco accecante delle mura esterne e il rosso violaceo dei fiori. Sembrava tutto molto bello e pittoresco, ma io collego questa immagine alla devastazione delle nostre coste e per converso ho trascinato la bouganvillea in questo disonore. In realtà la Bougainvillea è una pianta meravigliosa, capace di resistere e prosperare nei nostri climi siccitosi come in quelli della nostra madre Africa. Le specie arbustive sono varie,  a grande sviluppo  (fino a 8–10 m) o a cespuglio, spinose sempreverdi con foglie ovate di colore verde lucente. La bouganvillea deve la sua bellezza non tanto ai grappoli di piccoli fiori tubolosi bianchi o giallognoli, riuniti a gruppi di tre, quanto all’involucro di tre brattee che contornano ogni fiore, vistosamente colorate di bianco, giallo, arancio, rosa, rosso o viola.  Si tratta di un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Nyctaginaceae, originario delle zone tropicali (in special modo del Brasile). La pianta fu scoperta nel 1768 in Brasile dal botanico francese Philibert Commerson e fu più tardi così nominata in onore di Louis Antoine de Bougainville, l’esploratore francese che era a capo di quella spedizione. La fioritura è garantita per gran parte dell’anno.

Ad Aspra, con la costruzione della casa madre del 1960, si piantò una bouganvillea viola nel terrazzino prospiciente alla zona camino, e c’è ancora. Questa estate io mi sono riconciliata con la bouganvillea e ne ho piantato tre attorno all’atelier d’artista e due di fronte al prato, altre due invece le abbiamo messe a contornare l’arco che ci separa dalla proprietà di mio fratello.

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