Oleandro

oleandri (2)Per le sue caratteristiche di resistenza e rapida crescita, non poteva mancare nel nostro giardino l’albero di oleandro, tanto che nell’ultimo anno ne abbiamo piantati più di 50 esemplari fra quelli a fiori bianchi e fiori rosa, soprattutto per delimitare porzioni di terreno. Nella nostra famiglia per decenni è stato ingiustamente bistrattato, forse perché reso comune dalla sua presenza costante lungo i bordi delle autostrade siciliane, forse per l’avversione di mio padre che aveva timore della sua tossicità. Adesso invece noi ce ne siamo innamorati considerandolo fedele e dai fiori bellissimi.

L’oleandro (Nerium oleander ) è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Apocynaceae. È forse originario dell’Asia ma è naturalizzato e spontaneo nelle regioni mediterranee e diffusamente coltivato a scopo ornamentale.

L’oleandro ha un portamento arbustivo, con fusti generalmente poco ramificati che partono dalla ceppaia, dapprima eretti, poi arcuati verso l’esterno. I rami giovani sono verdi e glabri. I fusti e i rami vecchi hanno una corteccia di colore grigiastro.

Le foglie, velenose come i fusti, sono glabre e coriacee, disposte a verticilli di 2-3, brevemente picciolate, con margine intero e nervatura centrale robusta e prominente. La lamina è lanceolata, acuta all’apice, larga 1-2 cm e lunga 10-14 cm.

I fiori sono grandi e vistosi, a simmetria raggiata, disposti in cime terminali. Il calice è diviso in cinque lobi lanceolati, di colore roseo o bianco nelle forme spontanee. La corolla è tubulosa e poi suddivisa in 5 lobi, di colore variabile dal bianco al rosa e al rosso carminio. Le varietà coltivate sono a fiore doppio e sono quasi tutte profumate. L’androceo è formato da 5 stami, con filamenti saldati al tubo corollino. L’ovario è supero, formato da due carpelli pluriovulari. La fioritura è abbondante e scalare, ha inizio nei mesi di aprile o maggio e si protrae per tutta l’estate fino all’autunno.

Il frutto è un follicolo fusiforme, stretto e allungato, lungo 10-15 cm. A maturità si apre longitudinalmente lasciando fuoriuscire i semi. Il seme ha dimensione variabile dai 3 ai 5 mm di lunghezza e circa 1 mm di diametro ed è sormontato da una peluria disposta ad ombrello (pappo) che permette al seme di essere trasportato dal vento anche per lunghe distanze.

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